In un mercato del lavoro che evolve rapidamente, investire sulle nuove generazioni non è solo un atto di responsabilità, ma una vera e propria leva strategica per la crescita delle nostre imprese. Recentemente, l’INPS ha fornito le prime indicazioni operative riguardo all’incentivo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro introdotto dal Decreto Lavoro: una misura concreta che punta a favorire l’inserimento stabile dei giovani nel tessuto produttivo.
Di cosa si tratta?
La misura è pensata per sostenere i datori di lavoro privati che scelgono di "puntare" sul talento, trasformando i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Il cuore dell'agevolazione è un esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (sono esclusi, come di consueto, i premi INAIL). Il beneficio è importante: può arrivare fino a 500 euro mensili per ogni lavoratore, per una durata massima di 24 mesi.
Chi sono i destinatari?
L'incentivo guarda in particolare ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Per poter accedere all'agevolazione, al momento della trasformazione contrattuale, il lavoratore deve avere due requisiti fondamentali:
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Età: Non deve aver ancora compiuto il 35° anno di età (ovvero avere al massimo 34 anni e 364 giorni).
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Esperienza: Non deve aver mai avuto, nel corso della sua intera vita lavorativa, un contratto a tempo indeterminato con alcun datore di lavoro.
Le tempistiche da tenere a mente
La finestra temporale è definita con chiarezza: le stabilizzazioni devono avvenire tra il 1° agosto 2026 e il 31 dicembre 2026. Inoltre, è necessario che il rapporto a tempo determinato di partenza fosse stato instaurato entro il 30 aprile 2026 e avesse una durata complessiva non superiore ai 12 mesi.
Un occhio alle condizioni
Come per ogni misura di questo tipo, è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti cruciali. L’incentivo è subordinato al rispetto di principi generali di correttezza, come l’applicazione dei CCNL maggiormente rappresentativi e l’incremento occupazionale netto.
È fondamentale, inoltre, considerare le clausole di salvaguardia: l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (GMO) o collettivi nella stessa unità produttiva nei sei mesi precedenti la trasformazione. Attenzione anche al futuro: il licenziamento per GMO del lavoratore agevolato (o di un collega con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva) nei sei mesi successivi alla trasformazione comporterebbe la revoca dell'esonero e il recupero di quanto già fruito.
Come muoversi
Al momento, l’INPS si è riservata di comunicare a breve, tramite un messaggio dedicato, il rilascio della procedura telematica per presentare la domanda preventiva. Nel frattempo, il consiglio è quello di verificare con attenzione la sussistenza di tutti i requisiti.
Gli uffici di Confesercenti sono, come sempre, a vostra completa disposizione per offrirvi consulenza, chiarimenti sulla normativa e supporto nella gestione pratica delle richieste. Non esitate a contattarci per valutare insieme se la vostra impresa può beneficiare di questa opportunità.
Per chiunque gestisca un'attività commerciale, un pubblico esercizio o un'impresa di servizi a Verona e provincia, c'è una scadenza che non può essere assolutamente ignorata. Confesercenti Verona lancia un promemoria cruciale per tutti gli imprenditori del territorio: la verifica periodica dell'impianto di messa a terra non è un'opzione, ma un obbligo di legge stringente.
Se pensi che la tua attività sia troppo piccola per questo genere di controlli, potresti commettere un errore molto costoso.
Il presupposto: basta un solo dipendente (anche saltuario)
Molti piccoli commercianti e artigiani sono convinti che queste verifiche riguardino solo le grandi fabbriche o le medie imprese. Non è così.
La regola d'oro: L'obbligo di verifica dell'impianto di messa a terra scatta in presenza di almeno 1 lavoratore, indipendentemente dalla tipologia contrattuale.
Questo significa che sei obbligato a effettuare le verifiche se nella tua attività lavora:
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Un dipendente part-time o full-time.
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Un collaboratore familiare.
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Un apprendista o un tirocinante (stage).
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Un lavoratore a chiamata o stagionale (anche se presente solo pochi giorni all'anno).
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Un socio lavoratore.
Se ti trovi in una di queste condizioni, la tua attività è equiparata a un luogo di lavoro a tutti gli effetti e ricade sotto le tutele del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza) e del D.P.R. 462/01.
Che cos'è la verifica e chi la deve fare?
La verifica periodica dell'impianto di messa a terra è un controllo tecnico volto ad accertare che i sistemi di protezione contro le scosse elettriche e i contatti indiretti siano perfettamente funzionanti.
È fondamentale chiarire un aspetto che spesso genera confusione: l'elettricista di fiducia non può effettuare questa verifica.
L'elettricista può (e deve) occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto, rilasciando la Dichiarazione di Conformità (Di.Co.). La verifica periodica ai sensi del D.P.R. 462/01 deve invece essere eseguita esclusivamente da:
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Organismi di ispezione autorizzati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
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ASL / ARPAV territorialmente competenti.
Ogni quanto tempo va fatta la verifica?
La frequenza dei controlli non è uguale per tutti, ma varia a seconda della tipologia di attività e del livello di rischio. Nella tabella sottostante sono riassunte le scadenze principali:
| Frequenza della Verifica | Tipologia di Attività / Ambiente di Lavoro |
| Ogni 2 anni (Biennale) |
* Cantieri edili. * Locali adibiti ad uso medico/estetico (es. studi dentistici, centri estetici). * Ambienti a maggior rischio in caso d'incendio (es. hotel, ristoranti o negozi con forte affollamento, archivi cartacei consistenti). |
| Ogni 5 anni (Quinquennale) | * Tutti gli altri casi ordinari (es. uffici, negozi di vendita al dettaglio standard, bar e botteghe artigiane a basso rischio). |
Cosa si rischia in caso di inadempienza?
La mancata effettuazione delle verifiche periodiche comporta sanzioni pesantissime, sia sotto il profilo amministrativo che penale, per il datore di lavoro:
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Sanzioni penali e pecuniarie: Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da circa 2.700 € a oltre 7.000 € in caso di violazione delle norme sulla sicurezza.
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Responsabilità civile e penale aggravata: In caso di infortunio elettrico a un lavoratore o a un cliente, il datore di lavoro rischia l'imputazione per lesioni personali o omicidio colposo.
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Ripercussioni assicurative: Le compagnie assicurative, in caso di sinistro (es. incendio causato da un corto circuito) in un locale non in regola con le verifiche, possono esercitare il diritto di rivalsa, rifiutandosi di pagare i danni.
Il supporto di Confesercenti Verona
Mettersi in regola è più semplice di quanto sembri, ma richiede il supporto di partner affidabili. Confesercenti Verona è al fianco delle imprese associate per facilitare questo percorso burocratico e tecnico.
Attraverso convenzioni dedicate con organismi di verifica abilitati e il supporto dell'ufficio sicurezza interno, Confesercenti Verona offre:
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Check-up preliminare per verificare lo stato della documentazione aziendale.
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Assistenza nella programmazione delle verifiche per evitare la scadenza dei termini.
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Tariffe agevolate per le imprese associate.
Non aspettare un controllo ispettivo o, peggio, un incidente. Verifica subito la data dell'ultimo verbale di messa a terra della tua attività e, se non sei in regola o hai dubbi, contatta gli uffici di Confesercenti Verona per una consulenza rapida e professionale.
Assoviaggi Confesercenti ha accolto positivamente l'avvio della Banca dati agenzie di viaggio e tour operator (BDAV), lo strumento lanciato dal Ministero del Turismo per contrastare le irregolarità nel settore. L'introduzione di un codice identificativo nazionale, riservato esclusivamente alle imprese in regola, rappresenta il coronamento di una richiesta avanzata da anni dalle associazioni di categoria.
Il peso dell'abusivismo sul mercato
Il fenomeno dell'esercizio abusivo della professione rappresenta una criticità significativa per il comparto turistico. Secondo le stime elaborate dall'Ufficio Economico Confesercenti, le attività svolte senza autorizzazione assorbono tra l'11% e il 15% dell'intero mercato. Questa dinamica genera un grave danno economico per le aziende che operano nel pieno rispetto delle regole.
La posizione di Assoviaggi: vigilare sui canali digitali
Sebbene la creazione della BDAV sia considerata un passo avanti fondamentale, Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, sottolinea l'importanza cruciale della fase applicativa e operativa. In particolare, l'associazione evidenzia due necessità prioritarie:
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Vigilanza digitale: È necessario che l'obbligo del codice identificativo venga esteso e rigorosamente controllato anche sui social network e sui siti web, canali dove oggi viene proposta e venduta una quota rilevante dei viaggi.
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Integrazione dei sistemi: Affinché i controlli diventino sistematici, serve un pieno allineamento tra la nuova banca dati nazionale e gli archivi regionali, camerali e comunali.
Un vantaggio per il consumatore
Oltre a tutelare le imprese regolari, la nuova banca dati si configura come uno strumento di trasparenza a favore dei viaggiatori. La possibilità di verificare la regolarità degli operatori permette infatti ai consumatori di organizzare la propria vacanza in modo più sereno e consapevole. Assoviaggi ha confermato che continuerà a supportare il Ministero mettendo a disposizione le segnalazioni raccolte tramite il proprio Sportello Anti-Abusivismo, attivo da tempo sul territorio.
Il sistema dei saldi e delle vendite di fine stagione ha ormai perso la sua funzione originaria. Quello che un tempo rappresentava un momento chiaro, trasparente e riconoscibile per i consumatori è oggi entrato in crisi. Le campagne promozionali iniziano sempre prima, gli sconti si susseguono senza soluzione di continuità e il risultato è un mercato sempre più confuso, che penalizza sia i commercianti sia i consumatori.
I dati nazionali elaborati da Confesercenti e Ipsos fotografano una situazione preoccupante: tra il 2019 e il 2025 l'Italia ha perso oltre 18.000 negozi di abbigliamento e calzature, con una riduzione del 13,5% del tessuto commerciale e circa 17.000 posti di lavoro in meno.
A pagare il prezzo più alto sono le piccole attività di vicinato, che rappresentano un presidio fondamentale anche per Verona e la sua provincia. Per queste imprese è sempre più difficile sostenere una concorrenza basata su sconti continui durante tutto l'anno e margini sempre più ridotti. Ma a rimetterci sono anche i consumatori, che faticano a distinguere le reali occasioni di acquisto in un mercato ormai privo di riferimenti chiari.
Per questo FISMO Confesercenti ha promosso e depositato presso la Camera dei Deputati la petizione nazionale "Saldi e promozioni: regole chiare per un mercato più equo", con l'obiettivo di chiedere una riforma della normativa e garantire condizioni di mercato più corrette per tutti.
Le proposte della petizione
La disciplina dei saldi non può più rimanere frammentata tra le diverse Regioni. È necessario introdurre una normativa nazionale che garantisca regole semplici, uniformi e una reale concorrenza tra negozi fisici e grandi piattaforme di e-commerce.
Le richieste avanzate sono quattro.
1. Riportare i saldi alla reale fine delle stagioni
Si propone di posticipare l'inizio dei saldi estivi alla fine della prima settimana di agosto e dei saldi invernali alla fine della prima settimana di febbraio, affinché tornino a rappresentare un reale momento di smaltimento delle rimanenze stagionali.
2. Ridurre la durata dei saldi
Limitare le vendite di fine stagione a un massimo di 30 giorni.
3. Regolamentare le promozioni
Si propone che:
- non possano essere effettuate promozioni nei 30 giorni precedenti ai saldi;
- ogni campagna promozionale abbia una durata massima di 7 giorni;
- le promozioni possano essere organizzate per un massimo di quattro volte l'anno;
- non riguardino mai l'intero assortimento del punto vendita.
4. Garantire una concorrenza equa anche nell'e-commerce
Si chiedono controlli più efficaci sulle grandi piattaforme online, affinché operino secondo regole omogenee rispetto al commercio tradizionale e non alterino la concorrenza a danno dei negozi di vicinato.
Come firmare la petizione
Partecipare è semplice e richiede solo pochi minuti.
- Accedi al portale ufficiale FISMO: fismo.confesercenti.it/petizione
- Dal portale verrai reindirizzato alla piattaforma istituzionale della Camera dei Deputati, dove potrai firmare la Petizione n. 1277: https://dirse.camera.it/nidp/idff/sso?id=SPIDL1SPIDCIE&sid=1&option=credential&sid=1&target=https%3A%2F%2Fpetizionionline.camera.it%2Fpetizioni
- Accedi utilizzando le tue credenziali SPID oppure la Carta d'Identità Elettronica (CIE).
- Segui la procedura guidata per completare la firma. Se necessario, è disponibile anche un video tutorial che illustra tutti i passaggi.
Per i commercianti associati di Verona
Sempre al link ufficiale fismo.confesercenti.it/petizione è possibile scaricare la locandina ufficiale della campagna da esporre in vetrina o sul bancone, così da invitare i propri clienti a sostenere la petizione e contribuire a una riforma che tuteli il commercio di vicinato.
Servono chiarimenti urgenti per scuole, famiglie e imprese. Stop all'incertezza che rischia di compromettere l'organizzazione delle gite scolastiche.
Le principali Associazioni del turismo organizzato – Assoviaggi Confesercenti, insieme ad AIAV, CNA Turismo, AIDIT Federturismo Confindustria, FIAVET Confcommercio, FTO Confcommercio e MAAVI Conflavoro PMI – hanno inviato una lettera congiunta al Ministro del Turismo, il veronese Gianmarco Mazzi, chiedendo la riattivazione urgente del Tavolo interministeriale dedicato ai viaggi d’istruzione.
L'obiettivo è favorire una maggiore chiarezza normativa, garantire continuità alle attività formative e assicurare condizioni di concorrenza eque per gli operatori del settore.
I viaggi d’istruzione, gli stage linguistici, gli scambi culturali e i percorsi formativi – tra cui i progetti PON e PN Scuola e Competenze – rappresentano un patrimonio di grande valore educativo per gli studenti e, al tempo stesso, un comparto strategico per le agenzie di viaggio e i tour operator specializzati che operano sul territorio, molte delle quali associate a Confesercenti.
Troppe interpretazioni diverse tra gli istituti scolastici
Nonostante i chiarimenti forniti nei mesi scorsi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito in seguito agli orientamenti dell'ANAC, sul territorio persistono interpretazioni difformi da parte delle scuole in merito alle procedure di affidamento dei servizi turistici.
In molti casi gli istituti adottano un approccio estremamente prudente, o addirittura rinunciano a determinate procedure, per il timore di incorrere in errori amministrativi. La principale criticità riguarda il rapporto tra affidamenti diretti, procedure negoziate e Accordo Quadro Consip, con una diffusa confusione tra gli strumenti obbligatori e quelli semplicemente facoltativi.
Le Associazioni chiedono quindi che venga chiarito in modo definitivo che l'Accordo Quadro Consip non rappresenta necessariamente l'unica modalità di affidamento, ma una delle opzioni previste dalla normativa, accanto agli affidamenti diretti e alle procedure negoziate, quando consentite.
Il rischio: meno opportunità per gli studenti e difficoltà per le agenzie locali
L'assenza di indicazioni univoche rischia di produrre effetti significativi sia sul piano educativo sia su quello economico.
Per le scuole e le famiglie potrebbe tradursi in una riduzione dell'offerta disponibile, con minori possibilità di scelta e, nei casi più complessi, nella rinuncia all'organizzazione dei viaggi d'istruzione.
Per le imprese del settore, invece, permane il rischio di penalizzare il tessuto delle micro e piccole agenzie di viaggio locali, che costituiscono una parte fondamentale della filiera turistica e che potrebbero essere escluse da meccanismi di eccessiva centralizzazione degli affidamenti.
Le richieste al Ministero
Tra le proposte avanzate al Ministro Mazzi figura il completamento del Quaderno Operativo nazionale, predisposto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, quale strumento di riferimento per le segreterie scolastiche e gli operatori del settore.
Il documento dovrebbe fornire indicazioni operative chiare su soglie economiche, lotti funzionali, modalità di affidamento e gestione dei pacchetti turistici, contribuendo a uniformare i comportamenti degli istituti scolastici su tutto il territorio nazionale.
Come sottolineano le Associazioni firmatarie, l'iniziativa non ha carattere oppositivo, ma intende garantire che i viaggi d'istruzione continuino a rappresentare un'esperienza educativa accessibile, sicura e di qualità, tutelando al contempo il pluralismo dell'offerta, la sostenibilità per le famiglie e il ruolo delle imprese specializzate che operano nei territori.
L'impegno di Confesercenti Verona
Confesercenti Verona continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione del confronto con il Ministero, sostenendo le istanze delle agenzie di viaggio associate e promuovendo un quadro normativo chiaro e uniforme che consenta alle scuole di programmare i viaggi d'istruzione con serenità, valorizzando al contempo il lavoro degli operatori turistici del territorio.
Importanti opportunità in arrivo per il tessuto imprenditoriale di Verona e provincia. È in partenza il nuovo "Bando Voucher Doppia Transizione 2026", una misura strategica promossa dalla Camera di Commercio di Verona che mette a disposizione delle imprese un fondo complessivo di € 600.000,00. L’intervento è specificamente volto a sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) nei percorsi di trasformazione digitale e sviluppo di nuove competenze professionali, con un focus prioritario sulle tecnologie abilitanti per la transizione ecologica.
La Roadmap delle scadenze e le date chiave
Per beneficiare del contributo, le imprese dovranno seguire una precisa e rigorosa procedura telematica suddivisa in due passaggi temporali chiave. È essenziale prestare attenzione alla distinzione delle fasi:
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Fase di Pre-compilazione (Caricamento documentazione): A partire dalle ore 10:00 dell’8 luglio 2026, sarà possibile accedere alla piattaforma per l'inserimento dei dati aziendali e il caricamento di tutti i documenti richiesti.
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Nota Bene: Il completamento di questa fase e il caricamento della documentazione non costituiscono in alcun modo l'invio o la presentazione della domanda.
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Fase di Invio domande (Click-day): L'invio telematico definitivo potrà essere effettuato esclusivamente a partire dalle ore 9:00 del 15 settembre 2026 fino alle ore 16:00 del 22 settembre 2026. Le istanze verranno esaminate in ordine cronologico di ricezione fino a esaurimento dei fondi.
Modalità di presentazione delle domande
A pena di esclusione, le domande dovranno essere trasmesse unicamente in modalità telematica e provviste di firma digitale del legale rappresentante. Il canale unico predisposto per l'invio è la piattaforma ReStart di InfoCamere, accessibile all'indirizzo ufficiale: https://restart.infocamere.it.
Webinar formativo per le imprese: lunedì 6 luglio
Per accompagnare al meglio le aziende nella comprensione dei requisiti tecnici e nelle corrette procedure di caricamento e trasmissione sulla piattaforma ReStart, è stato organizzato un webinar nazionale di presentazione.
La diretta streaming si terrà lunedì 6 luglio 2026, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, sul canale ufficiale YouTube di Unioncamere. La partecipazione all'evento è completamente gratuita, previa registrazione tramite il link di iscrizione predisposto dall'ente camerale (disponibile qui).
Informazioni e Contatti
Gli uffici di Confesercenti Verona invitano tutte le aziende associate a verificare per tempo i propri requisiti di partecipazione. Per ulteriori dettagli e per consultare il bando completo è possibile monitorare la pagina dedicata sul sito istituzionale dell'ente.
Per quesiti di natura tecnica o chiarimenti in merito all'iniziativa, la Camera di Commercio ha attivato il canale e-mail dedicato:
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