Verona si conferma ancora una volta un crocevia fondamentale per la grande cultura internazionale, dimostrando come la valorizzazione della storia locale sia una leva formidabile per l'attrattività e l'economia del nostro territorio.
Venerdì 5 giugno 2026, la splendida cornice della Loggia di Fra Giocondo (Sala Giovanni Paolo II, in Piazza dei Signori 1) ospiterà il II Colloquio Internazionale “Le origini veronesi di Onofrio Panvinio”. Una prestigiosa giornata di studi interamente dedicata a riscoprire gli esordi e l’impatto europeo di uno dei più illustri figli di Verona, gigante dell’archeologia cristiana e dell’antiquaria moderna.
Come Confesercenti Verona, siamo orgogliosi di essere in prima linea tra i sostenitori di questo appuntamento di respiro globale, frutto di una sinergia virtuosa tra mondo scientifico ed eccellenze imprenditoriali locali.
Chi era Onofrio Panvinio? Il legame indissolubile tra Verona e Roma
Nato a Verona nel 1530, Onofrio Panvinio è stato un eremitano agostiniano, storico e antiquario, diventato ben presto una delle voci più autorevoli dell'erudizione europea del Cinquecento. Il convegno di quest'anno accenderà i riflettori proprio sul profondo influsso che la tradizione culturale veronese ha avuto sulla sua formazione, plasmandone gli studi pionieristici sulla topografia urbana, sulle fonti epigrafiche e sulla memoria storica tra Rinascimento ed età moderna.
Un'opportunità per la città: Restituire a Verona la centralità che merita nella storia intellettuale europea significa anche arricchire l'offerta culturale d'eccellenza, capace di attrarre un turismo colto, attento e di alta qualità.
Una sinergia vincente tra istituzioni e imprese del territorio
La riuscita di un evento di tale portata scientifica — organizzato dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e patrocinato da istituzioni del calibro dell'Archivio Apostolico Vaticano e della Provincia di Verona — è stata resa possibile grazie a una fitta rete di collaborazioni locali.
Accanto a Confesercenti Verona, hanno risposto presente realtà di primo piano del nostro tessuto economico e associativo:
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Federalberghi Garda Veneto
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Antico Caffè Monte Baldo
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Flover
Questa eccezionale convergenza dimostra che quando la cultura chiama, il commercio, l'ospitalità e i servizi di Verona rispondono con entusiasmo, consapevoli che il patrimonio storico è il motore pulsante della nostra identità economica.
Il Programma in sintesi
I lavori si articoleranno nell'arco dell'intera giornata di venerdì 5 giugno 2026, alternando sessioni di approfondimento guidate da accademici e ricercatori provenienti da prestigiosi istituti italiani e internazionali.
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09:30 — Registrazione dei partecipanti e Saluti Istituzionali.
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Mattina — Focus sul rapporto tra Onofrio Panvinio, Verona e la Valpolicella, l'influenza di Cassiodoro e i circoli intellettuali dell'epoca.
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Pomeriggio — Sessioni dedicate alla tradizione erudita veronese, agli aspetti epigrafici, iconografici e alla topografia urbana (con studi specifici sull'Anfiteatro).
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17:40 — Chiusura dei lavori.
Informazioni Utili e Contatti
L'appuntamento è ad ingresso libero fino a esaurimento posti. Invitiamo tutti gli associati, i cittadini e gli appassionati a non perdere questa straordinaria occasione di approfondimento.
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Data: Venerdì 5 giugno 2026
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Sede: Loggia di Fra Giocondo – Sala Giovanni Paolo II, Piazza dei Signori 1, Verona
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Contatti e informazioni:
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Sostenere i negozi di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e dare nuova vitalità ai territori: questi gli obiettivi della proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
Per consentire alla proposta di approdare in Parlamento è necessario raggiungere 50.000 firme: un traguardo fondamentale per trasformare questa iniziativa in un concreto strumento di tutela e sviluppo per le attività commerciali locali.
Di cosa si tratta?
La proposta di legge nasce dalla volontà di rispondere a un fenomeno sempre più evidente: la progressiva chiusura delle attività di vicinato nei centri urbani e nei quartieri, con conseguenze dirette sulla qualità della vita delle comunità, sulla sicurezza urbana e sulla vitalità economica dei territori.
L’obiettivo è quello di introdurre misure concrete a sostegno delle attività commerciali e dei servizi di prossimità attraverso l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro): aree individuate da Regioni ed enti locali nelle quali favorire il mantenimento, il rilancio e l’insediamento di negozi e servizi essenziali.
Tra gli strumenti previsti dalla proposta vi sono:
- agevolazioni fiscali per le attività economiche presenti nei territori individuati;
- misure di sostegno finanziario per gli esercizi di prossimità esistenti e per nuove aperture;
- semplificazioni amministrative per favorire investimenti e sviluppo;
- azioni di contrasto alla rarefazione commerciale e alla perdita di servizi nei quartieri;
- strumenti di valorizzazione del tessuto economico locale e dei negozi di vicinato.
La proposta punta inoltre a rafforzare la continuità dei servizi essenziali per i cittadini e a contrastare il fenomeno della cosiddetta “desertificazione commerciale”, che rischia di impoverire sempre più strade, piazze e centri urbani.
Perché è importante firmare?
Raggiungere le 50.000 firme necessarie significa dare la possibilità a questa proposta di essere discussa dal Parlamento italiano.
Firmare significa sostenere un modello di città più vivibile, in cui i negozi di prossimità continuino a rappresentare un presidio economico, sociale e relazionale fondamentale per cittadini, famiglie e imprese.
Come firmare
La firma è semplice, gratuita e completamente digitale.
Segui questi passaggi:
1. Accedi alla piattaforma del Ministero della Giustizia
Vai al seguente link:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009
2. Effettua l’accesso
Clicca sul pulsante “Accedi” presente in alto nella pagina ed entra tramite:
- SPID
- Carta d’Identità Elettronica (CIE)
3. Sostieni l’iniziativa
Una volta effettuato l’accesso, clicca sul pulsante “Sostieni l’iniziativa” per completare la firma.
Un piccolo gesto per il futuro del territorio
I negozi di vicinato, le attività commerciali e i servizi di prossimità rappresentano un patrimonio essenziale delle nostre città e dei nostri quartieri.
Per questo, Confesercenti Verona invita cittadini, imprese e comunità locali a sostenere questa iniziativa, contribuendo con una firma a costruire un futuro più forte e sostenibile per il commercio del territorio.
Firma ora e sostieni il commercio di prossimità.
Dal 1° luglio scattano i nuovi obblighi sull'adesione automatica dei dipendenti.
La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) introduce importanti novità in materia di previdenza complementare. A partire dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore il meccanismo di adesione automatica al fondo pensione per i lavoratori dipendenti del settore privato, con la sola esclusione del settore domestico. Per le imprese del nostro territorio si tratta di un cambiamento gestionale significativo che richiede attenzione immediata nella fase di assunzione del personale.
Le regole per i lavoratori di prima assunzione Per i lavoratori neo-assunti di prima nomina, l’adesione automatica si perfeziona trascorsi 60 giorni dall'assunzione, ma la decorrenza è retroattiva alla data di inizio del rapporto. Vengono versati automaticamente il TFR maturando, il contributo del datore di lavoro e quello del lavoratore secondo le misure dei contratti collettivi nazionali applicati. I versamenti partono dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni. La contribuzione minima a carico del lavoratore non scatta se la retribuzione annua lorda è inferiore a € 7.101,12.
Cosa succede in caso di cambio lavoro e diritto di rinuncia Le nuove regole si applicano anche ai dipendenti che cambiano semplicemente lavoro. Al momento dell'assunzione, il datore deve verificare la situazione previdenziale precedente tramite una dichiarazione scritta del lavoratore. Se esiste già un'adesione attiva, il dipendente ha 60 giorni per indicare il fondo; in mancanza, opera l'adesione automatica. Il lavoratore può comunque rinunciare all'adesione automatica entro i 60 giorni per mantenere il TFR in azienda o scegliere un fondo diverso.
I nuovi adempimenti aziendali e i vantaggi fiscali I datori di lavoro devono consegnare un'informativa scritta all'atto dell'assunzione che illustri gli accordi collettivi, il meccanismo automatico e le opzioni disponibili. Successivamente, dovranno comunicare l'iscrizione alla forma pensionistica e avviare i flussi contributivi. Si segnala infine un'importante novità sul fronte fiscale valida già per il periodo d'imposta 2026: il limite annuo di deducibilità dei contributi versati (lavoratore e datore) sale da € 5.164,57 a € 5.300,00.
Per ricevere la modulistica conforme e gestire correttamente i nuovi flussi, contatta gli uffici di Confesercenti Verona.
Una proposta concreta per ridare vita ai centri urbani, sostenere il commercio locale e rafforzare il ruolo delle attività di vicinato nelle nostre città. È stata depositata presso la Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti Nazionale: “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.
Da domani il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e prenderà il via la raccolta delle 50.000 firme necessarie per portare la proposta in Parlamento.
Perché nasce questa proposta?
Negli ultimi anni molti centri storici, quartieri e piccoli comuni hanno vissuto una progressiva riduzione delle attività commerciali e dei servizi di prossimità. Una trasformazione che non riguarda soltanto l’economia, ma anche la qualità della vita, la sicurezza urbana e la vivibilità dei territori.
Negozi, pubblici esercizi e attività locali rappresentano infatti un presidio sociale oltre che economico: contribuiscono a mantenere vive le città, creare relazioni e garantire servizi essenziali ai cittadini.
Le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro)
Tra le misure centrali della proposta c’è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro): aree urbane o periurbane individuate da Regioni e Province autonome dove attivare interventi mirati per sostenere il commercio locale.
In queste aree saranno previste:
- agevolazioni fiscali per le imprese, nel rispetto delle normative europee;
- misure di sostegno finanziario;
- semplificazioni amministrative per incentivare investimenti e nuove aperture.
L’obiettivo è chiaro: contrastare la desertificazione commerciale e restituire vitalità ai territori.
Un osservatorio nazionale e un fondo dedicato
La proposta prevede inoltre la creazione, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un Osservatorio per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con il compito di monitorare l’efficacia delle misure adottate.
Accanto a questo, sarà istituito anche un Fondo dedicato, destinato a sostenere concretamente gli interventi previsti.
Le parole del Presidente Nazionale Nico Gronchi
“Le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo sono l’infrastruttura economica e sociale delle nostre città”, ha dichiarato Nico Gronchi, Presidente Nazionale di Confesercenti.
“Con questa proposta chiediamo allo Stato di riconoscere che mantenere aperta un’attività sul territorio è un atto di interesse pubblico, da sostenere con strumenti adeguati. Ai cittadini chiediamo di scegliere un modello di economia sostenibile, capace di generare lavoro, ricchezza diffusa e servizi essenziali per le comunità locali”.
Un tema che riguarda anche Verona
Per Confesercenti Verona, il tema della rigenerazione urbana e del sostegno al commercio di prossimità è particolarmente rilevante. Le attività economiche del territorio rappresentano un elemento fondamentale per la vitalità dei quartieri, la sicurezza urbana e l’attrattività delle città.
Sostenere il commercio locale significa investire nel futuro delle nostre comunità.
Una recente sentenza della Corte di giustizia tributaria di Firenze riporta al centro del dibattito il tema delle locazioni turistiche e dei confini, spesso poco chiari, tra attività privata e attività imprenditoriale. Il pronunciamento, ripreso anche dall’Agenzia delle Entrate, evidenzia come la natura imprenditoriale di una locazione non dipenda esclusivamente dal numero di immobili posseduti o dalla presenza di servizi extra, ma da una valutazione complessiva dell’attività svolta.
Tra gli elementi considerati decisivi figurano la continuità delle prenotazioni nel tempo, l’utilizzo sistematico delle piattaforme online, l’entità dei ricavi e l’esistenza di un’organizzazione, anche minima, per la gestione degli ospiti, delle pulizie e del turnover. In sostanza, anche senza servizi “paralberghieri”, una locazione turistica può essere considerata attività d’impresa se svolta in modo stabile e organizzato.
Le implicazioni sono importanti: in caso di riqualificazione, non si applica più la cedolare secca e subentrano obblighi fiscali e amministrativi tipici dell’attività imprenditoriale, tra cui IVA, contabilità e presentazione della SCIA.
Sul tema è intervenuta AIGO Confesercenti, che chiede maggiore chiarezza normativa e criteri oggettivi per distinguere in modo certo la locazione privata da quella imprenditoriale, evitando incertezze interpretative e possibili contestazioni retroattive a carico degli operatori del settore.
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