Una legge di iniziativa popolare per contrastare la desertificazione commerciale, sostenere i negozi di vicinato e riportare vita, sicurezza e servizi nei quartieri. La raccolta firme è ufficialmente in corso.
Negli ultimi dieci anni, il tessuto urbano e sociale italiano ha subito un colpo silenzioso ma devastante: 140.000 attività commerciali sono scomparse dalle nostre strade. Un dato allarmante, a cui si aggiunge un'altra statistica che fotografa bene l'emergenza in corso: oggi, oltre 1.100 comuni in Italia non dispongono più nemmeno di un singolo negozio alimentare.
Per rispondere a questa crisi, Confesercenti ha lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare incentrata sulla rigenerazione urbana e sull'istituzione delle cosiddette ZESpro (Zone Economiche Speciali di Prossimità).
L'obiettivo: il commercio come prima infrastruttura sociale
La finalità della proposta è chiara: salvare i negozi di vicinato ed evitare che i centri storici e le periferie si trasformino in dormitori vuoti. Un negozio con la serranda alzata, infatti, non è solo un'attività economica, ma un presidio vitale per il quartiere che garantisce:
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Più vita: relazioni, incontri e un punto di riferimento per chi ci abita.
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Più sicurezza: negozi aperti significano strade più illuminate, presidiate e vissute, specialmente nelle ore serali.
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Più servizi e lavoro: avere i beni di prima necessità e i servizi sotto casa migliora la qualità della vita di tutti, specialmente per chi ha difficoltà negli spostamenti, creando allo stesso tempo occupazione locale.
I 4 pilastri della proposta di legge ZESpro
Il provvedimento mira a creare un vero e proprio Piano Nazionale che rimetta il commercio al centro delle politiche territoriali, operando su quattro direttrici fondamentali:
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Incentivi fiscali: Agevolazioni mirate e misure fiscali per sostenere sia il mantenimento e il rilancio dei negozi esistenti, sia per favorire nuove aperture sotto casa da parte di giovani imprenditori e start-up.
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Sostegno finanziario e regole più eque: Misure per agevolare l'accesso al credito per le piccole imprese del territorio e l'istituzione di condizioni di mercato più giuste rispetto ai grandi colossi del web (prevedendo misure fiscali compensative).
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Semplificazione amministrativa: Un deciso snellimento della burocrazia per tagliare i tempi e i costi a carico di chi decide di aprire o rinnovare un'attività.
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Rigenerazione urbana mirata: L'individuazione da parte di Regioni e Province autonome di aree urbane o periurbane specifiche (le ZESpro) in cui applicare questi incentivi. A supporto, verrà istituito un Fondo dedicato e un Osservatorio nazionale presso il MIMIT.
Come partecipare e sostenere l'iniziativa
Per far sì che questa legge approdi in Parlamento, l'obiettivo è raccogliere 50.000 firme entro il 25 novembre 2026.
Tutti i cittadini italiani iscritti alle liste elettorali possono dare il proprio contributo, e farlo è facilissimo:
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Firma online (Meno di 2 minuti): Ovunque ti trovi, 24 ore su 24, puoi accedere al portale ufficiale del Ministero della Giustizia (tramite SPID, CIE o CNS). Basta cercare le iniziative (Tipologia: "Legge di iniziativa popolare", Titolo: "Rigenerazione") e cliccare su "Sostieni l'iniziativa". La firma viene registrata all'istante con pieno valore legale.
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Firma di persona: È possibile firmare su moduli cartacei ufficiali recandosi presso i seggi allestiti nei Comuni, ai banchetti organizzati sul territorio o direttamente nelle sedi provinciali Confesercenti, portando con sé un documento di identità valido.
Come ricorda Nico Gronchi, Presidente nazionale Confesercenti: "Commercio, turismo, servizi, prossimità sono davvero la nuova frontiera delle nostre città".
Passare dalle parole ai fatti è possibile. Firmare questa proposta di legge significa difendere la vitalità delle nostre strade, il talento dei nostri imprenditori e il futuro stesso delle nostre città.
