VERONA – La qualità dell'accoglienza turistica e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale passano inevitabilmente attraverso la competenza di chi, ogni giorno, accompagna i visitatori alla scoperta del territorio. È questo il principio cardine espresso da Federagit Confesercenti, l'associazione di categoria delle guide turistiche, che interviene con forza sul tema del recente esame nazionale di abilitazione alla professione.
Federagit Verona accoglie positivamente la volontà espressa dal Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, di voler contrastare l'abusivismo e certificare professionisti qualificati. Tuttavia, l'associazione esprime forte preoccupazione per le modalità e le tempistiche con cui si è svolta la procedura d'esame.
Le criticità: tempistiche ridotte e mancanza di confronto
La critica principale mossa da Federagit riguarda la gestione del bando nazionale. Il programma, i criteri e le griglie di valutazione sono stati infatti pubblicati il 20 maggio, appena sedici giorni prima della prova scritta del 5 giugno.
"Non contestiamo l'ingresso di nuovi professionisti né il ricambio generazionale, il settore ha bisogno di nuove energie preparate e motivate", dichiara la Presidente Nazionale di Federagit Confesercenti, Micol Caramello. "La nostra preoccupazione riguarda la qualità della formazione e della selezione. Tempistiche così ridotte rischiano di non verificare in modo approfondito le competenze necessarie, indebolendo la qualifica stessa e la qualità del servizio offerto ai visitatori".
Inoltre, l'associazione lamenta un mancato coinvolgimento sostanziale delle guide turistiche nelle fasi decisionali. Nonostante un incontro avvenuto il 29 aprile presso il Ministero, i contenuti e i tempi della procedura non sono stati condivisi in tempo utile, dando l'impressione che il bando sia stato costruito ascoltando maggiormente le esigenze di altri attori della filiera (come tour operator, agenzie di viaggio e società crocieristiche).
Un faro sulle criticità storiche della categoria
Il dibattito sull'accesso alla professione riaccende i riflettori su problematiche che le guide turistiche segnalano da anni, sia a livello nazionale che sul nostro territorio locale:
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Contrasto all'abusivismo: La presenza di operatori non autorizzati nei principali luoghi della cultura danneggia la credibilità del settore.
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Accessibilità ai siti culturali: Permangono forti criticità che limitano la fluidità del lavoro delle guide all'interno di musei e aree archeologiche.
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Equo compenso: Federagit ribadisce che la presunta "mancanza di guide" lamentata da altri operatori è spesso, in realtà, una difficoltà nel reperire professionisti disposti a lavorare a condizioni economiche non coerenti con la normativa vigente (Art. 10 della Legge $190/2023$).
L'obiettivo: tutelare chi lavora nel rispetto delle regole
Per queste ragioni, Federagit ha già richiesto un incontro urgente al Ministro Mazzi. L'obiettivo deve essere comune e condiviso tra Ministero del Turismo, Ministero della Cultura e Forze dell'Ordine: formare professionisti d'eccellenza, tutelare chi opera nella legalità e garantire ai turisti un servizio all'altezza dello straordinario patrimonio storico e artistico che città come Verona offrono ogni giorno.
La creazione di nuove guide è un valore, ma deve essere accompagnata da azioni concrete e continuative a tutela della dignità del lavoro e della qualità dell'offerta.
