Una recente sentenza della Corte di giustizia tributaria di Firenze riporta al centro del dibattito il tema delle locazioni turistiche e dei confini, spesso poco chiari, tra attività privata e attività imprenditoriale. Il pronunciamento, ripreso anche dall’Agenzia delle Entrate, evidenzia come la natura imprenditoriale di una locazione non dipenda esclusivamente dal numero di immobili posseduti o dalla presenza di servizi extra, ma da una valutazione complessiva dell’attività svolta.

Tra gli elementi considerati decisivi figurano la continuità delle prenotazioni nel tempo, l’utilizzo sistematico delle piattaforme online, l’entità dei ricavi e l’esistenza di un’organizzazione, anche minima, per la gestione degli ospiti, delle pulizie e del turnover. In sostanza, anche senza servizi “paralberghieri”, una locazione turistica può essere considerata attività d’impresa se svolta in modo stabile e organizzato.

Le implicazioni sono importanti: in caso di riqualificazione, non si applica più la cedolare secca e subentrano obblighi fiscali e amministrativi tipici dell’attività imprenditoriale, tra cui IVA, contabilità e presentazione della SCIA.

Sul tema è intervenuta AIGO Confesercenti, che chiede maggiore chiarezza normativa e criteri oggettivi per distinguere in modo certo la locazione privata da quella imprenditoriale, evitando incertezze interpretative e possibili contestazioni retroattive a carico degli operatori del settore.

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