La nuova direttiva europea sui pacchetti turistici porta alcune correzioni importanti, ma per il turismo organizzato il problema di fondo resta: troppe responsabilità economiche sulle imprese europee e poche tutele per chi organizza viaggi. È questo il messaggio lanciato da Assoviaggi dopo l’approvazione della Direttiva UE 2026/1024.

L’associazione riconosce che il testo finale è migliorato rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea grazie al lavoro svolto con il Ministero del Turismo e le associazioni di categoria. Tra i risultati ottenuti ci sono l’abolizione dei “servizi turistici collegati”, considerati troppo complessi e poco utili, una definizione più chiara di pacchetto turistico e regole più precise sulle cancellazioni per eventi straordinari.

La direttiva introduce anche nuove norme sui voucher: in caso di cancellazione, gli operatori potranno proporre un buono al posto del rimborso, ma solo con il consenso del viaggiatore. I voucher dovranno inoltre essere garantiti contro il rischio di insolvenza.

Ma il vero nodo resta economico. Secondo Assoviaggi, le nuove regole continuano a scaricare quasi tutti gli obblighi sui tour operator europei: rimborsi entro 14 giorni, garanzie finanziarie più pesanti e responsabilità anche per problemi causati da compagnie aeree, hotel o altri fornitori.

Per il settore si tratta di uno squilibrio che rischia di colpire soprattutto l’Italia, dove il turismo organizzato è composto in gran parte da piccole e medie imprese. L’effetto, avverte l’associazione, potrebbe tradursi in più costi, meno liquidità e margini sempre più ridotti.

Da qui la richiesta al Governo italiano: evitare ulteriori appesantimenti burocratici nel recepimento della direttiva e aprire un confronto permanente con il settore per correggere le criticità della riforma.

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